Il matrimonio e la sua evoluzione


Il concetto di matrimonio, quello duraturo che sicuramente i genitori e i nonni vivono o hanno vissuto.
In passato il matrimonio aveva quella sorta di aura sacra, quasi impossibile da violare: difficilmente si sentiva di coppie che divorziavano e anche se qualcosa non andava bene, si cercava di farsi forza e allo stesso tempo di trovare una soluzione che potesse essere adeguata, senza procedere con delle soluzioni estreme come il divorzio o la separazione.

Oggi, invece, il concetto di matrimonio si è totalmente evoluto, dettaglio molto importante da tenere bene a mente.
Occorre sottolineare il fatto che oggi i matrimoni sono molto inferiori per numero proprio perché i giovani decidono di procedere con una scelta alternativa, ovvero la convivenza.

Ma cosa motiva le coppie a procedere a questa scelta?

Sicuramente non la mancanza del sentimento dell’amore: coloro che vanno a convivere, infatti, sanno benissimo il passaggio che stanno compiendo e proprio per tale motivo prendono tutte le precauzioni necessarie utili per poter effettivamente evitare che la situazione tenda a essere meno semplice del previsto da affrontare.

Al contrario, invece, le stesse coppie optano per la soluzione della convivenza in quanto molto pratica e soprattutto priva di quel vincolo pesante come lo è il matrimonio e come viene percepito oggi dalle giovani coppie.
Occorre sottolineare come il legame per la convivenza sia comunque abbastanza forte e allo stesso tempo tradimenti e altre situazioni similari tendono a essere assenti, almeno nella maggior parte dei casi.

La sola convivenza tende a essere un vero e proprio tipo di relazione e scelta che permettendo a entrambi i componenti della coppia di poter avere quella sensazione di libertà maggiore che tende a essere meno presente nel vincolo del matrimonio.
La convivenza, che oggi viene intensa come matrimonio vero e proprio, tendenzialmente tende a iniziare dalla giovane età, ovvero dai vent’anni circa: questo in quanto in Italia si tende a copiare parecchio il modello americano, con tanto di convivenza che avviene poco tempo dopo l’inizio della relazione, ovvero dai sei mesi circa.

A differenza di quanto accadeva in passato, il matrimonio viene messo leggermente in secondo piano in favore di questo genere di relazione e allo stesso tempo occorre sottolineare anche come la maggior parte delle convivenze non sia duratura.
Se nel matrimonio si cerca di risolvere le problematiche, nella convivenza si cerca invece di evitare di affrontare i problemi, specialmente quelli grossi, in quanto si ha la propensione a scappare.
Ovviamente ci sono anche i casi di convivenze durature nel tempo dove il matrimonio segue come passo successivo dopo diversi anni di convivenza.

Pertanto si è di fronte a una situazione totalmente differente rispetto a quanto accadeva circa mezzo secolo fa e questo grazie anche alla valorizzazione ulteriore della figura femminile, oggi maggiormente indipendente e allo stesso tempo molto più forte e incisiva nella relazione stessa, dettaglio importante da non sottovalutare.

Di conseguenza è possibile notare come la convivenza, oggi, sia una sorta di matrimonio vero e proprio seppur vi siano le dovute differenze che tendono a rendere questo rapporto molto interessante unico sotto ogni punto di vista.
Inoltre occorre anche valutare attentamente un ulteriore dettaglio, ovvero quello che riguarda il fatto che la convivenza, molto spesso, viene effettuata solo ed esclusivamente nel momento in cui una delle due persone hanno un posto di lavoro fisso, come se questo fosse un requisito fondamentale molto importante.

Pertanto il matrimonio trova meno posto nella mente della nuova era delle coppie, mentre la convivenza viene prediletta maggiormente visto che la stessa si presenta come vantaggiosa e molto meno traumatica da concludere, in quanto non ci si deve rivolgere ad avvocati e altre figure esterne.