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15 Apr, 2009
da CIUMACHELLA
Ci sono storie che si concludono senza che ci sia un chiaro e reale motivo… Ma davvero è così?
Togliendo i casi in cui le separazioni sono dovute a tradimenti, incompatibilità di carattere o vedute, c’è chi, ignaro delle dinamiche affettive, si ritrova single senza capirne il motivo.
Chi però è capace di analizzare certi aspetti della sua personalità o chi è capace di utilizzare un tratto critico verso se stesso, può rendersi conto che nella maggior parte dei casi la colpa è la quasi naturale facilità con cui diamo per scontate certe presenze.
I figli, il lavoro, gli interessi tutti personali, possono allontanare il partner tanto quanto un tradimento.
Ma perché dare priorità al partner oggi è così difficile?
Lavoro, lavoro e lavoro. Fino a qualche anno fa era la scusa preferita dagli uomini. Oggi anche molte donne sembrano decisamente calzare alla perfezione questo tipo di esempio.
In ufficio fino a tardi, l’ultimissimo cliente in negozio, la telefonata urgente sul cellulare al sabato e, perché no, alla domenica.
E’ più facile dire al partner “rientro tardi piuttosto che rimandare un impegno di lavoro”?
Forse, forse la giacca o la divisa che indossiamo ci danno un ruolo e un codice di comportamento che però nei sentimenti non può funzionare. Non si può, infatti, convocare una riunione alle 18 con il partner per decidere cosa fare nel fine settimana, né inviare una mail per discutere il comportamento dei bambini. Una famiglia o una coppia, non è certo un’azienda. Ill capitale in questo caso dovrebbero essere i sentimenti e non certo il pacchetto clienti!
Il sospetto è che dietro certi atteggiamenti si nascondano sofferenze del tutto personali. Il capo che batte una mano sulla spalla, lodando il lavoro fatto, può essere la soddisfazione per chi non trova lo stesso riconoscimento in famiglia dopo aver cucinato il pranzo della domenica o aver ripulito il giardino.
Consideriamo costruttiva la critica sul lavoro, serve per farci crescere professionalmente. Quella del partner ci appare ingiusta ed egoistica perché invece delle critiche ci aspettiamo il sostegno generato dall’incondizionata approvazione.
L’oasi amicizia. L’amica che telefona in preda alla disperazione per la sua ultima storia d’amore finita, l’amico che trattiene lui tutte le volte, dopo il lavoro, con interminabili discussioni su campionato e calciatori, la comitiva che vi invita alla seratina in discoteca… La frase più sentita in questi casi? “Tu non puoi capire. Siamo amici. Lui/ lei/ loro hanno bisogno di me!”
Chiaramente qui si entra in conflitto, pochi infatti riescono a comprendere tanta devozione agli altri e non alla persona che si dichiara di amare.
In questo caso ci sono incertezze legate ai sentimenti che realmente si provano. Nessuno mette in dubbio che avere un amico sia importante, ma è pur vero che molti usano questa scusa per stabilire dei confini da non superare violando un’intimità di cui invece dovrebbe godere la persona con cui abbiamo deciso di dividere la nostra vita!
Hobby & sport. Se lei ha trasformato la cantina nel regno del decoupage, dove pochi eletti possono accedere. Se lui alle 21 del sabato sera va a nanna perché chi dorme non piglia pesci e lui la domenica mattina alle 4 vuole pescare quei pesci… Se il calcetto, le lezioni di ballo e il corso di teatro impegnano i due fino all’estremo, non stupiamoci se poi la palestra e gli attrezzi saranno le uniche cose su cui useranno le loro mani…
Mantenere i propri spazi e le proprie passioni è fondamentale, sono escamotage con cui tenere a bada lo stress, Ma, insomma, a che serve avere gli addominali a tartaruga, saper fare un passo doppio, se poi gli unici che ne godranno saremo noi stessi?
Via, convertite il pacchetto pesi più stretching in una serie di lezioni di ginnastica a corpo libero per due, e ripetete gli esercizi a casa, voi due da soli… magari con un sottofondo musicale e luci soffuse… non ne guadagnerà solo la linea…
Pappa… cacca… coccole e nanna. Che abbiano un mese, dieci anni o siano in età pensionabile, i figli spesso sono bel contributo scusa per creare attriti all’interno della coppia.
Tutto si complica nel caso in cui siano figli del primo matrimonio o dell’ex compagno o lei sia una single con prole, perché si può smettere di essere moglie e marito (lo stesso meccanismo scatta anche se non si è sposati) ma non si smette mai di essere genitore. E’ vero i figli hanno bisogno di noi, ma quel figlio nella maggior parte dei casi lo abbiamo voluto in due, e allora? Siamo stati coppia quando abbiamo concepito, siamo coppia nel crescerli.
La suocera è anche mamma: I casi di divorzio che vedono implicate le famiglie di appartenenza (leggi suocera) sono in aumento. Potremmo prendere la notizia come l’ennesima spigolatura da leggere sul trafiletto a pagina 12 del quotidiano. Ma se si è coinvolti in prima persona, pensare ad avvocati che usano cene di natale e camicie stirate male (a detta della mamma) non sembrerà poi così bislacco.
La verità è, che se ognuno di noi di fronte ad una storia che si sta sgretolando avesse la forza di guardare in modo sincero dentro se stesso e dichiarare le proprie aspettative, le proprie mancanze, le paure e le gioie, forse… forse…
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20 Feb, 2010
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