Può esistere una ragioneria degli affetti?
Si può considerare una relazione in termini di dare e avere oppure definire la misura degli scambi tra due persone è impossibile, inopportuno?
Mi dicono che farlo significa stravolgere i sentimenti, paragonarli al denaro.
Certo, denaro e amore non possono essere messi sullo stesso piano, perché uno snatura l’altro. Chi mai può credere che una splendida fanciulla di vent’anni sposi un ottantenne ultramiliardario per “amore”? Anche con tutta la buona volontà, risulta difficile zittire il sospetto della convenienza.
Insomma, il denaro, quando è molto o quando viene utilizzato come contropartita di un affetto, riduce e falsifica il valore dell’affetto.
Ma tra affetto e affetto, ovvero all’interno di una relazione affettiva, si può parlare di dare e avere? Si può misurare, chiedere di più, o di meno? Più disponibilità, meno presenza, più rispetto, meno esigenze...
Si parla spesso di “amore incondizionato”, l’amore capace di dare senza chiedere nulla in cambio... come quello dei genitori per i propri figli.
Eppure, eppure... l’amore può veramente nutrirsi di sé stesso, accontentarsi di essere? Oppure è vero che, se sorge su un terreno sterile, anche l’amore più forte può inaridire?
Io, semplice donna, semplice essere umano, mi chiedo se davvero può esistere un sentimento che va al di là dei miei ridotti limiti. E mi chiedo se veramente esiste qualcuno della mia specie dotato di tali straordinarie capacità oblative.
Io, semplice donna, sulla base della mia limitata esperienza, so che no, non ce la posso fare, e che il mio amore cresce e si nutre sull’amore di chi amo, in un gioco al rimando che amplifica il respiro, aumenta i battiti, rende il cielo più azzurro e la pioggia luminosa, per me e per l’altro.
E, sì, allora una ragioneria degli affetti esiste, e i calcoli sono logaritmici, gli effetti in progressione esponenziale. Perciò sì, solo su terreni fertili pianterò i semi del mio amore - sentimentale, amicale, filiare, parentale o di qualunque tipo voglia essere. E me ne prenderò cura, perché il raccolto sia ricco!
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