Ho reso l’idea? Magari mi spiego meglio.
Ci si incontra, ognuno col proprio progetto di viaggio in mente, ed ecco l’incrocio. E lì ci si confronta, raccontando ognuno il proprio viaggio, quello già fatto, quello che si desidera intraprendere.
E poi si parte, si procede, si avanza... finché girandoci di lato scopriamo di essere soli.
Perché poi, solo poi, si scopre che le direzioni erano opposte...
Incroci virtuali, incroci nella virtualità, né incontri né scontri... l’altro lo abbiamo a malapena sfiorato, in quanto diretto su altra rotta, verso altre mete.
Fin qui niente di strano. Rientra nella naturale meccanica delle relazioni, di tutte le relazioni di una vita.
La cosa particolare è invece il senso unico, assolutamente unico, unicamente unico. Non sono previste né concesse riletture di percorso, inversioni a U, reimpostazioni del navigatore satellitare...
Da giovani, invece, quanti cambi repentini di rotta! Quanta voglia di sperimentare! Quanta voglia di farsi condurre per mano! E di condurre anche...
Tant’è, l’irrigidimento fisico dell’età matura si accompagna anche a un irrigidimento emotivo. Non esiste lo stretching dell’anima? Magari, accanto alla mezz’ora di esercizio fisico serale, potrei metterci qualche esercizio di allungamento dello spirito.
Incroci di sensi unici in direzioni opposte
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Commenti
edison
è vero io sto facendo riabilitazione, e mi costa taaanta fatica!!
Ciao, edison