Penso al mio passato e, nonostante l’impressione che gli anni siano volati, vedo uno sterminato paesaggio stendersi tra me e la mia infanzia.
Ero davvero io, mi chiedo, quella bimba, quella ragazzina, quell’adolescente, quella ragazza, quella giovane donna, quella donna matura... erano miei quei sogni, quelle speranze, quelle paure?
Ora che è compiuto il cammino pare breve, e facile: gli eventi si sono susseguiti uno dopo l’altro, quasi rotolando uno sull’altro, lenti come solo una valanga può essere, micidiale movimento al rallentatore che tutto travolge e stravolge.
Guardo indietro e vedo che quelle paure che paralizzavano la mia vita ora non ci sono più: polverizzate, svanite.
Ma quando è successo? E soprattutto come è successo? C’erano e ora non ci sono più, e in mezzo solo ... (solo?) la mia vita, il lento e travolgente scorrere degli eventi.
Forse il tempo è volato, o forse, semplicemente, io mi sono distratta mentre avanzavo. Distratta dal paesaggio, distratta dal mio passo titubante, distratta dai miei sogni, dai progetti vaghi e indistinti, che sono diventati regia inconsapevole delle mie azioni.
E poi mi volto e guardo al mio futuro...
il futuro
|





Commenti